CANONE RAI: L’INCHIESTA SULLA SUA LEGITTIMITA’

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CANONE RAI: L’INCHIESTA SULLA SUA LEGITTIMITA’

 

 

Tutti conosciamo il canone RAI, la tanto odiata tassa italiana che ogni anno ci impone di pagare una cifra,sempre più alta per di più, per dei servizi che in molti non sanno.

Il grande problema del canone non è l’ignoranza degli italiani,che non conoscono il suo scopo, ma è esso stesso che non è chiaro e a volte pure contraddittorio.

In molti sono convinti che il Canone è dovuto come sorta di “abbonamento” ai servizi Rai. Non c’è bufala più grande poichè, dal 1938 il canone è richiesto dallo stato e dall’agenzia delle entrate come tassa per il possesso di dispositivi atti alla ricezione di canali Tv e tale tassa verrà poi usata per finanziare le attività e le programmazioni pubbliche Rai.

Ci fermeremo ad analizzare quest’ultimo punto e se sia leggittimo o meno pagare il canone.

Come detto sopra la tassa è relativa ai dispositivi posseduti (tv ecc) e va a finanziare le attività Rai in merito a programmazione tv,varietà dei contenuti ecc.. che la stessa deve rendere pubbliche nel “Contratto di servizio Rai”.

Cos’è?

Il contratto di servizio Rai è una sorta di costituzione ed elenco contenente la mission della Rai, i programmi che verranno svolti e a favore di quale pubblico, e che deve garantire l’universalità e la diversità dei contenuti in base ai telespettatori.

Detto ciò parrebbe tutto chiaro e limpido, con un bel testo da consultare per vedere quale grande varietà nostra madre Rai ci proporrà ogni anno per 100 € suppergiu.

Purtroppo la relatà è diversa: il contratto esiste ma è scaduto nel 2012 e non è mai stato rinnovato !!
E’ scaduto tre anni e 300-350 € fa,che ogni contribuente ligio alla costituzione ha debitamente versato.

Seguendo la norma il canone RAI può essere non versato fino a che il contratto di servizio non viene rinnovato, ma attenti!

NON BASTA NON PAGARLO PER ESSERNE ESENTI

Bisogna inoltrare una raccomanadata A/R all’Agenzia delle Entrate con espressa richiesta di disdetta dell’abbonamento RAI e seguente “suggellazione” degli impianti TV (pratica,quest’ultima, che non viene più usata dal 1980 e quindi potrete poi continuare a usare la TV a vostro piacimento).

Inoltre, ci teniamo ad aggiungere che, anche a contratto rinnovato da parte della RAI, il canone rimane sempre una forzatura e soprattutto un imposta anticostituzionale poichè oramai il televisore non è più un elettrodomestico di nicchia ( se lo fosse ancora lo avrebbero solo i più abbienti senza problemi di pagamento) e soprattutto perchè va a finanziare LE ATTIVITA’ di un azienda per le quali il contribuente non ha dato la sua espressa e libera adesione.

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